Linutile

Essere un uomo utile mi è parso sempre qualcosa di veramente schifoso C. Baudelaire

Derive 4.0

Pubblicato da V. Birra su 2 Aprile, 2008

di Vincenzo Birra
*
*    *
Dondolano i nostri volti come dissonanti altalene; sinistra, destra, tentennano, s’allettano. La verità che sta nel mezzo - la cercano da tempo senza trovarla - noi la sappiamo e un po’ mi pesa, come una calamita lanciata in un cumulo di rottami e poi ripresa. Graviti sul mio viso: impazziscono le maree: sorrisi.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Alla radio un ragazzino si traveste da donna.

 

°
°    °

Lasciatemi, vi prego, al mio vezzo notturno.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Fiancheggiando le mura di un cimitero assaporo il profumo di fiori misto putredine; l’unico mio ricordo della morte, la morte, la mia maestra.
Mi insegnò, ad un tempo, il sogno e la distanza dalle stelle. Stasera le luci primedonne della città s’impongono sulla scena; perdo ancora una volta la bussola e il clamore di una fiera notturna non aiuta. Suona la banda

 

*
*    *

Rifuggo nella tenda turchese di un giovane indiano montata sul letto caldo di luce rossa soffusa.
Rifuggo la compassione e la pietà, fuggo il distacco e il rifiuto del rito voluto e rifiutato.

La Sacerdotessa che non conosce dissenso si avvicina con la sua silenziosa danza, poi si siede taciturna; nel silenzio imparo le mie paure e mi chiedo se ciò vale a superarle o le rende più sicure.

 

 

 

2 Risposte a “Derive 4.0”

  1. Filippo Calvino Dice:

    Caro signor Birra,
    intendo congratularmi con lei per l’ottimo lavoro svolto.
    Le sue derive conciliano la lettura. Non so se il titolo è messo a caso, ma la sensazione di spostamento, abbandonato trasporto per effetto delle correnti l’ho percepita in pieno. Il cambiamento di rotta della mente in balia dei marosi è l’effetto soave ed immediato che l’occhio subisce scorrendo rapido sulla sua prosa.
    La forma è lieve, delicata, i periodi frantumati rompono la monotonia regolare del respiro che si mozza d’improvviso.
    La parola è profondamente autentica ed espressionistica è capace di esprimere significati individuali ed assoluti al di sopra di qualsiasi “castrazione “storica e sociale. L’atmosfera mi pare mistica quasi magica e la figuralità effusiva quasi sfuggente mi trascina in un sentire ipnotico. L’intensificazione ritmica che ne traspare è dolce musica per le orecchie del lettore capace di percepire il flusso delle immagini, dei foni, dei pensieri che l’autore ha abilmente messo su carta.
    Alla luce di una lettura meditativa dei suoi scritti ho notato essere ricorrente il tema “silenzio”, mi piacerebbe conoscere la natura di questa tacita esigenza. Cosa rappresenta per l’autore il SILENZIO?
    Ps “Alla radio un ragazzino si traveste da donna”
    questo brusco cambiamento di scena toglie il fiato!
    grazie per le emozioni !
    buon lavoro
    F.C.

  2. V. Birra Dice:

    Caro Filippo ti ringrazio; le tue osservazioni sono giuste e non credo di poter aggiungere altro, tranne la risposta alla domanda finale. Il silenzio… la “natura di questa tacita esigenza” sono le troppe parole o situazioni di caos in generale, ma è un silenzio difficile, agognato e non raggiunto mai definitivamente; la radio, la banda, i pensieri(perchè non è un silenzio meramente fonico) lo disturbano. Poi ovviamente è anche il silenzio della notte e delle stelle, entità che ci contemplano nella loro superiorità senza alcun bisogno del “verbo”. Vorrei che questo silenzio investisse anche la scrittura; una volta ho chiesto ad un’amico come si potesse con la penna fare il silenzio senza lasciare la pagina bianca.. attendo ancora risposta..
    Ti ringrazio ancora, a presto.

    V.B

Lascia una Risposta

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>