Un Preludio e tre Fughe (Zemir)
Pubblicato da 8avio su 2 Aprile, 2008
[Domando scusa ai vostri occhi e al vostro senso estetico per l’assenza di illustrazioni, non che la materia non ne permetta, tutt’altro. È mio intento, come per il mio recente intervento “Alla stazione”, lasciare le vostre menti del tutto libere di viaggiare sfruttando come traccia quel che io ho scritto. Ovviamente un disegno o un quadro non avrebbero fatto altro che limitare la vostra capacità creativa, buona lettura]
di Ottavio Sellitti
*
*…*
Preludio
*…*
*
Lettore, io scrivo, e scrivendo in qualche modo sto fuggendo, ma colui che è davvero bravo a fuggire non sono io, mio nonno mi raccontava delle fughe del ragazzo Zemir; ah lettore, quelle sì erano fughe!
Scappava ovunque, attraverso tutto, oltre centomila stadi di terra o mare, fino ai limiti della Madre Terra ed anche oltre, era proprio bravo. Mio nonno spesso mi parlava delle “Zemìrfughe”; non posso più andare al mare, fare il bagno e magari crogiolarmi sotto i raggi non intralciati dalle nuvole benevole, senza pensare ai veloci passi di Zemir sulla spiaggia.
Non ricordo, credo anzi non mi sia stato detto da cosa fuggisse; non era e non è importante, ciò che era, è e sarà importante è che passo dopo passo, falcata dopo falcata aumentava la distanza fra lui e chi lo rincorreva, questa era la danza, lo spettacolo, non la tensione o la paura, la fuga arte di corpo e mente.
Pubblicato su Cose Inutili, Odradek | Contrassegnato da tag: letteratura, mare, memoria, racconto, arte, mente, deserto, tempo, fuga, favola, himalaya, spiaggia, corsa, zemir, poseidone, scrittura, nonno, sangue, foresta tropicale, lingua, parola, preludio, fuggitivo, scappare, calore, rompicapo | 9 Commenti »








