Memoria (mio e basta)
Pubblicato da collaboratori su 31 Marzo, 2008
di Gian Maria Fiori
Ricordo un musicista, sul palco di un teatro, ricordo il cellulare di qualcuno che squilla, e il musicista che interrompe il pezzo, e spazientito abbandona la sala…non ricordo cosa avvenne dopo, nè cosa era successo prima; ricorderò per sempre quel musicista, perchè quello fu un momento perfetto; era così umano nel suo disprezzo verso di noi!
Ricordo due fantasmi che si incontravano tutte le sere nel deserto…si contendevano la sabbia o il dominio della notte?
Ricordo lo stalker che guida il cittadino-scrittore alla scoperta della zona segreta della fede; il piccolo siberiano che salva la truppa zarista dalle intemperie dell’inverno; la temperatura a cui i libri prendono fuoco, e cominciano a bruciare.
Ricordo di aver perso di vista Hans Castorp, di averlo ritrovato solo nei miei sogni; ricordo Andrej ad Austerlitz.
Ricordo tutto ciò che la mia memoria ha arbitrariamente acquisito quale conoscenza definitiva e inrinunciabile; essa mi ha messo a disposizione cose così belle, che io probabilmente non avrei neanche colto. E’ probabilmente un bene il fatto che la nostra memoria sia inconsapevole ed autosufficiente; rintraccio un che di geniale nel suo operato, essa contribuisce alla crescita di un essere potenziandone le esperienze sensibili.









31 Marzo, 2008 a 8:20 pm
Bello, particolare, interessante. L’ho letto con estremo piacere.
Ah, Hans Castorp, il piccolo siberiano e Andrej ad Austerlitz…..
15 Aprile, 2008 a 3:14 pm
La memoria! Questo scritto mi aiuta a ritrovare la mia memoria verso libri e film letti e visti tempo fa. Trovo lo stimolo a fissare dei particolari e a svilupparli (PALOMAR di Calvino).
Spetto volentieri altri tuoi scritti.
9 Maggio, 2008 a 6:14 pm
La descrizione superlativa di come la memoria seleziona di continuo non il necessario ricordabile ma attimi a cui si lega una emozione.
Particolari che si fissano per sempre e contribuiscono a definire quel modo di essere unico che siamo noi.
Bravo Gian Maria!
20 Maggio, 2008 a 12:37 pm
Fa piacere leggere un tale articolo, perché stimola e ci rende attenti. Mi auguro di leggere presto qualcos’altro di Gian Maria.