Derive 3.0
Pubblicato da V. Birra su 26 Marzo, 2008
di Vincenzo Birra
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(mentre che ‘l vento, come fa, ci tace)
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E spegne tutto il vento nel mattino mitico del risveglio. Spegne le candele accese con fatica questa settimana(una al giorno).
Mi chiudo in un profondo e reverenziale silenzio, mi chiudo in una lettura, barbarica, disturbata dalla tempesta che fuori, strappa via anche i balconi.
Mi chiudo in un profondo e reverenziale silenzio, mi chiudo in una lettura, barbarica, disturbata dalla tempesta che fuori, strappa via anche i balconi.
23 - 3 - 08
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(Derive\Reportage)
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Tante scale a scacchi verdi e marrone terra. Il verde è un inganno di reti buttate con sapienza sotto una natura grondante. Ora colgono grandine, pezzi di ghiaccio ma acqua fredda appena guadagnano terra.
Scusa se non vivo, ma devo scrivere quest’affresco ad un amico, l’unico recettore di me, oltre me stesso.
Poi mi serve osservare; raccolgo materiali per i miei studi di antropologia, la materia più difficile.
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Pochi passi mi separano da casa ma la
Scusa se non vivo, ma devo scrivere quest’affresco ad un amico, l’unico recettore di me, oltre me stesso.
Poi mi serve osservare; raccolgo materiali per i miei studi di antropologia, la materia più difficile.
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Pochi passi mi separano da casa ma la
compagnia è terribile; vorrei esprimermi
nella lingua che non ammette sinonimi.









26 Marzo, 2008 a 8:24 pm
“Se si suona della buona musica, la gente non ascolta, se si suona della pessima musica, la gente non parla”
di Oscar Wilde