verifica minima

di carlo brio

cosa credete voi – e lo chiedo ignorando chi voi siate – cosa credete che noi siamo qui, nel continuo quotidiano, sempre alla ricerca d’un appoggio, sin dalla postura, chi siamo in questa nientezza esposta che soffoca, noi facce demolite che sono figure di futuri crolli. Ho visto il tuo volto come una demolizione, amico, ho visto l’immagine prefossile del tuo volto tra non molti anni come il crollo della torre del desiderio, rappreso nella desolazione cornea. Ho visto il tuo volto alle cinque del mattino, amico, l’ho visto sereno, dopo una notte come un anno luce, nel mezzo della grecità d’un simposio dove si sono intraviste possibilità. Che forse allora la possibilità d’una vita stia nella possibilità stessa?

La possibilità, l’eterna coltivata.

Cosa guardate, voi, cosa desiderate? Vivete in deserti che non sapete d’attraversare, in uno squallore putrescente che non vedete più e imbellettate come s’imbelletta e colorisce un cadavere – da questa sdentatura infima cosa, voi, vedete, chi, voi, guardate. Cosa v’è d’oltre questa selva di percezioni falsificantesi, da quali destinazioni non siete mai partiti.

6 Risposte a “verifica minima”


  1. 1 Peppe 7 Marzo, 2008 alle 11:17 am

    E’ il secondo articolo che commento e non posso fare a meno di leggere le altre cose che hai scritto perchè sono alla ricerca di una frase comprensibile. E’ come se ti volessi vestire di un’aurea filosofica che finisce solo per confondere le idee al lettore. In questo scritto non sono riuscito a cogliere niente.
    Continua a lavorarci su perchè sei ben lontano dall’inizio di qualcosa di valido.
    VOTO:1 per incoraggiamento.

  2. 2 cb 7 Marzo, 2008 alle 6:52 pm

    a peppe:

    vestirmi è il contrario di quello faccio. per di più: non voglio.
    sono lontano da qualsiasi inizio, a dire il vero.
    mi dispiace tu non sia riuscito a cogliere niente.

    cb

  3. 3 cb 7 Marzo, 2008 alle 6:55 pm

    dimenticavo: non è mia intenzione chiarire le idee al lettore.

    cb

  4. 4 Peppe 7 Marzo, 2008 alle 7:02 pm

    Con queste risposte risulti presuntuoso. Se non voui che il lettore abbia le idee chiare devo dedurre che scrivi solo per te. Ed è noto che non si scrive mai solo per se stessi. Non sarebbe più semplice ammettere che puoi migliorare nello scrivere? In ogni caso intendevo farti notare che forse qualcosa non va. Spero tu lo tenga in considerazione.

  5. 5 Lulu 7 Marzo, 2008 alle 10:10 pm

    ma quanto sei presuntuoso!!!lo sai che sei pesante quando scrivi?!è una palla leggere ciò che scrivi!uno scrittore cerca di catturare l’attenzione del lettore,non di farlo annoiare!devi migliorare e molto!

  6. 6 kassad 19 Marzo, 2008 alle 11:29 am

    “noi facce demolite che sono figure di futuri crolli” – l’immagine non funziona. “demolite” presuppone qualcosa di già distrutto

    “dopo una notte come un anno luce” eh? un anno luce è una misura di distanza. Non riesco a capire.

    “nel mezzo della grecità d’un simposio” molto banale

    “da questa sdentatura infima cosa” eh? “da questa sdentata infima cosa” “da questa sdentatura, infima cosa”, forse potrebbe andare, ma com’è scritta non credo

    “Ho visto il tuo volto come una demolizione, amico, ho visto l’immagine prefossile del tuo volto tra non molti anni come il crollo della torre del desiderio, rappreso nella desolazione cornea”, “Cosa v’è d’oltre questa selva di percezioni falsificantesi”, due ottimi esempi di pesantezza sintattica.

    Riscontro in linea di massima: improprietà di linguaggio, cattiva sintassi (non c’è alternanza di periodi brevi lunghi; la lunghezza è la sistemazione dei periodi non hanno nulla a che fare con il contenuto, ma sono casuali, improvvisati; tutto molto pesante), contenuti e immagini alquanto banali.

    S’intende che è solo un parere personale.


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