Linutile

Essere un uomo utile mi è parso sempre qualcosa di veramente schifoso C. Baudelaire

Nero Pece

Pubblicato da collaboratori su 20 Febbraio, 2008

(una poesia tragicomica)

di Nicola Giacco

Ora come ora sono qui, chiuso nella mia
stanza, lacerato da tormenti che nemmeno io so spiegarmi
non so come definirli
tortura interiore?
opera della Provvidenza?
un destino costruito male?
la vendetta di un dio?
Io non lo so. Resto qui,
seduto sulla mia scomoda sedia
a riportare queste parole di merda e
a rammentare sempre che un giorno la farò
finita, abbandonando tutto e tutti, portando felicità a
questo mondo cane.
Mentre sto qui ho ancora più paura
le mie arpie stanno arrivando
mi cercano e mi trovano ovunque nella
mia schifosa vita,
parassiti per i quali cura non vi è,
zecche dure a morire, sanguisughe dure da eliminare, cibo
cattivo da buttare giù, persone difficili da uccidere,
montagne difficili da scalare, paure difficili da vincere,
arrivano numerose, come la pioggia incessante
su questa valle di lacrime
che nessuno può cambiare,
arrivano, come api
verso l’alveare, come bestie verso la tana, nessuno può
fermarne la corsa,
come note di una melodia dura da ascoltare:
MI SENTO SOLO DI FRONTE A LORO
come uno contro i Mille di Garibaldi
come un egiziano sotto il Mar Rosso richiuso dal soffio del signore
come un ignavo tormentato da api fastidiose nell’inferno del Fumato
come un ex stronzo davanti al banco dell’interrogazione del cesso-emilia
come un poeta senza pensieri.
Praticamente indifeso e disperato.
Arrivano come il vento della tormenta del secolo,
come un fulmine a ciel sereno,
legione di fulmini seguiti da falangi di tuoni nel mio profondo animo…
ANDATE A FANCULO, COLICHE DI MERDA!

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